mercoledì 26 settembre 2007

La vera storia di Adamo e Deva

Tra poco vi renderete conto delle grandi potenzialità della mente umana. Infatti tutto quello che state per leggere l'ho partorito proprio ieri all'una di notte. Dato che non riuscivo ad addormentarmi ho preso carta e pennae ho cominciato a scrivere...buona lettura!!!

Stamattina mi sono svegliato, ma questa è un'altra storia. La storia che voglio raccontarvi oggi non ha nulla a che fare con la pornografia. Cominciamo...

Era una notte buia e tempestosa, nella vecchia casa in campagna di quell'anziana signora regnava il silenzio e dai vetri rotti delle finestre si poteva scorgere la luna piena, velata da lunghi stralci di nubi nere e minacciose. Ero completamente solo in quella soffitta. C'erano solo ragni e scarafaggi a tenermi compagnia, coinquilini silenziosi e riservati, dediti alle loro misteriose occupazioni; e i gufi là fuori, su quella quercia nodosa, strangolata dall'arsura dell'estate ormai finita. Un po' lontano i lupi, coi loro ululati lamentosi. Eccoli che si dividono alla ricerca di qualche fuggiasco solitario; lo trovano, cominciano a urlare, si riuniscono per sferrare l'attacco e sventrano la sventurata carogna che si dimena, tra guaiti e latrati feroci. Ma ogni azione è ormai vana. E poi di nuovo in giro, ancor più affamati; perlustrano la foresta da cima a fondo; eccoli sulla stradina polverosa, intorno ai cipressi che la bordano, poi giù nel fosso, e ancora su sulla breccia. Li sento che annusano la panca tarlata dietro la casa sgangherata, sono sotto la mia finestra, ispezionano la porta. E' rotta, sfondata lì in basso. Eccoli dentro: uno, due, quattro, cinque...ne manca uno. No, eccolo che dilania il gatto fulvo che si accovacciato sul primo della scalinata di tufo grigio campano per fare un pisolino, ignaro del pericolo incombente; il gatto nero li osserva dall'alto della libreria polverosa e aspetta, e aspetta, e continua a osservarli che salgono le scale verso la soffitta, mentre un rivo di sangue scende nella buia cantina che puzza di muffa. Continuano a salire senza esitare, decisi, a passo svelto. Tremo. Cerco di muovermi ma non ci riesco. Non posso scappare. Sono solo. Il corpo squartato della vecchia signora è lì da ieri. Mi fissa, immobile e silenziosa. Un odore fetido aleggia nella piccola soffitta. Ma anche questa è un'altra storia...

Quel ramo del lago di come che volge a... aspettate, pure questa è un'altra storia, vero?! Oggi proprio non ce 'cchiappo!!!

Ah, ecco! La storia che voglio raccontarvi oggi si intitola: “La vera storia di Adamo e Deva”. Non tutti sanno infatti che “Deva” è il corretto nome di quella che oggi per consuetudine chiamiamo “Eva”, a causa di un errore di traduzione della Bibbia, molti secoli orsono. Dedico questa storia a ZAnna Bianca.
...E dio disse: “Adamo!” ed Adamo fu. E vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina. X° giorno. E Dio disse: “Costola!”, che in ebraico si dice “Deva” (intendendo dire “spina in un fianco”, “fastidio supremo”, ...), e Deva fu (che, se preferite rimanere nell'errore, equivale a dire: ed Eva fu). E Dio vide che era una donna, petulante, rompiballe e bacchettatrice come qualsiasi donna normale, ma con un culo da favola e due tette che si commentavano da sè. E vide che era cosa non molto buona in sè, ma essenziale per l'uomo (o meglio, un ottimo gingillo erotico per l'uomo, che venne quindi provvisto del suo migliore amico, 'la Verga', così chiamato nei sacri testi). Un giorno Deva (che, se preferite rimanere nell'errore, equivale a dire: Un giorno Eva), che voleva raccogliere la mela proibita per fare uno scherzetto ad Adamo, con lo scopo di far poi ricadere su di lui la colpa dell'accaduto, si fermò a guardare un ape posata su un fiore. Vi descrivo la scena: l'ape si posa sul fiore, lo impollina e immediatamente compare la cicogna che partorisce un bambino sedutastante. No, questa è un'altra storia. Quindi... dicevo... quindi Deva (che, se preferite rimanere nell'errore, equivale a dire: quindi Eva) schiacciò l'ape con violenza, perchè colpevole di averci fatto divagare. Avvicinatasi all'albero della mela proibita Deva (che, se preferite rimanere nell'errore, equivale a dire: Eva) vide una scritta: “Ti amo. Adamo” incisa sul legno. Appena lesse andò su tutte le furie: non riusciva a capire se Dio voleva portarle via il suo Adamo (cosa che solo una donna potrebbe pensare), o se Adamo era un culattone narcisista! Non volle ascoltare le ragioni di Dio, nè quelle di Adamo, che tentavano invano di calmarla e di spiegarle l'accaduto. Anzi, per vendicarsi su entrambi, colse la mela con un gesto di stizza e, reputando la sua azione ancora troppo rispettosa e troppo poco acida, prese a calci la mela proibita fino a gettarla lontano dal paradiso terrestre. Iddio andò su tutte le furie e cacciò dal giardino dell'Eden quella puttana malefica di Deva (che, se preferite rimanere nell'errore, equivale a dire: quella puttana malefica di Eva) condannandola inoltre a sanguinare mensilmente per effetto della violenza che il marchese avrebbe esercitato dal suo interno su lei stessa in ricordo della violenza contro la mela proibita; e cacciò anche Adamo che nel frattempo si era addormentato, condannandolo ad emettere rumorose flatulenze per l'eternità. Riprese invece la mela proibita e la riattaccò all'albero con cura, usando la colla vinilica (quella di art attack), cosicchè non fosse più oggetto della depravata violenza gratuita di Deva (che, se preferite rimanere nell'errore, equivale a dire: Eva). Tanto ormai c'era un nuovo inquilino nel paradiso terrestre: il bambino figlio del fiore, dell'ape e della cicogna, che ruttava come un bonzo orientale imbalsamato risalente al 2000 a.C. . Veniamo al dunque: perchè Adamo ha scritto quella frase? E perchè anche stamattina mi sono svegliato?... ecco, questa storia è estranea alla nostra narrazione! Dicevo... perchè Adamo ha scritto quella frase? Lui intendeva fare una sorpresa a Deva (che, se preferite rimanere nell'errore, equivale a dire: Eva) e dichiararle il suo amore. Infatti, conscio del fatto che “A è uguale a DA”, come enunciato dal principio d'identità, non pensava che Deva potesse fraintendere, perchè ancora non sapeva che le donne sono capaci di fraintendere ogni cosa! La frase poteva essere intesa solo in due modi:
1)“Ti amo. Adamo” = “Ti amo. D'Adamo” (principio d'identità);
2)“Ti amo. Adamo” = “Ti amo” firmato “Adamo”;
e in nessun altro modo.
Morale:
a) Le donne non ragionano. Mai!
b) Le donne possono fraintendere ogni cosa, anche la più chiara, semplice ed immediata.
c) Se vi capita di incontrare un bambino figlio di un fiore, di un'ape e di una cicogna, state ben attenti, perchè potrebbe spodestarvi.
e) Se all'una di notte non siete ancora riusciti a prendere sonno e la mattina seguente dovete svegliarvi presto per andare in tribunale, non mettetevi a scrivere articoli belli ma inutili per il vostro blog, altrimenti la mattina dopo sarete un po' assonnati.
f) Questa è un'altra storia.

8 commenti:

Dott. Marcello Seri ha detto...

Io sono per raccontarla in tribunale ed insegnare la nuova versione nelle scuole!

manuela ha detto...

ma se invece de scrive sto poema te prendevi un sonnifero nn era meglio?

manuela ha detto...

ah...dimenticavo....cmq molto carina la storia :)

PRINCIPAZZA ha detto...

ajajajajajajaj
è CHIARAMENTE UN POST "SCATENA FEMMINISTEFURIOSE" TI AVVERTO:
SARAI ASSEDIATO FEROCEMENTE DA DONNE PROVVISTE DI MACETE URLANTI E IN VENA DI POLEMICHE! ajajajajaja
PER QUANTO MI RIGUARDA MI SON FATTA 2 BELLE RISATE! ^^

CMQ SONO DACCORDO DOC MARCELLO:
OCCORRE DIVULGARE LA BELLA NOVELLA!

Dott. Marcello Seri ha detto...

Secondo me la storia relativa A DEva e la citazione di ZAnna Bianca con il suo massimo aforisma espresso come principio d'identità A UGUALE A DDA' non sarà colto dai più, che resteranno dunque ignari dell'essenza stessa dell'esistenza umana.

Per potervi avvicinare anche solo un pò ad un'elevazione spirituale e cognitiva vi propongo la lettura della "guida galattica per gli autostoppisti" di Douglas Adams, in modo che almeno veniate a conoscenza della Risposta alla Domanda di tutte le domande sulla vita l'universo e tutto quanto.

A voi la scelta se uscire dal sonno o restare addormentati in matrix!

Leonida ha detto...

C'è anche la risposta alla mia domanda? ovvero: "Perchè stamattina mi sono svegliato?"
E' un po' di tempo che cerco la risposta...cioè, l'avevo trovata ma poi non ricordo più dove l'ho messa!

Dott. Marcello Seri ha detto...

C'è!
La risposta c'è!
Ed è indicata la via per trovarla!

Beatrice. ha detto...

FANTASTICA 'sta storiella.. Molto poco femminista...diciamo proprio ANTIFEMMINISTA però carina... Comunque ti consiglio di dormire la notte... Queste produzioni potrebbero disturbare i tuoi neuroni cerebrali!! Un bacione. Beatrice.